LUPI SUL MONTELLO?

No, non è il caso di preoccuparsi o di festeggiare, di lupi sul Montello non se ne sono ancora visti, ma negli ultimi 10 anni c’è stata una grande espansione della specie in zone vicine a noi e non si può certo escludere un futuro ritorno, occasionale o stabile, di questo importantissimo animale anche sul colle. 

L’arrivo del lupo, per le dinamiche che mette in moto, è un vero banco di prova per valutare la nostra capacità di coesistere con specie selvatiche “importanti” perché la sua presenza ha effetti sugli aspetti ecologici ed economici di un territorio, su quelli emotivi delle persone che lo abitano, riguarda le amministrazioni pubbliche, coinvolge i mezzi di comunicazione. 

E la capacità di gestirne la presenza è legata anche alla preparazione dei cittadini, dunque sapere come vive e cosa aspettarsi dalla sua presenza è fondamentale e non ci sembra sbagliato iniziare a parlarne.

Val dei Lovi, Nervesa della Battaglia. La toponomastica reca tracce dell’antica presenza dei lupi sul colle.

Permetteteci di iniziare da lontano, dalla storia del ritorno del lupo in Veneto. È una storia che merita di essere raccontata: quella di Slavc e Giulietta

In Italia nella seconda metà del novecento si stimava la sopravvivenza di pochissimi esemplari. È solo dal 1970 circa che si verificano le condizioni favorevoli al loro incremento: spopolamento delle aree montane, ripresa del bosco, aumento degli ungulati selvatici. Piano piano i lupi hanno iniziato a farsi più numerosi e colonizzare nuove zone. 

L’espansione riguarda inizialmente l’Appennino, con la costituzione di branchi fino alla Liguria e di lì verso Est sulle Alpi occidentali. Da qui proviene una giovane lupa che a inizio 2012 si trova in Veneto, nel veronese. Molto lontano, sul monte Slavnik, un giovane maschio viene dotato di radiocollare nell’ambito di una ricerca dell’università di Lubiana, questo permette di conoscerne i movimenti: Slavc, così viene chiamato, si allontana dal suo branco di origine e durante quella che è detta fase di dispersione percorre circa 800 km, entra in Italia e in Veneto dove si ferma nel parco naturale dei monti Lessini. Dopo poco appare al suo fianco la femmina, chiamata Giulietta. Non si separeranno più, fino alla recente scomparsa di Slavc, ormai anziano. Sono loro a costituire il primo branco “moderno” di lupi in Veneto e i loro discendenti sono i fondatori di altri branchi in regione e in Trentino: nel Grappa, nel Visentin, nel Carega, nella Marmolada almeno un figlio o figlia di Slavc e Giulietta fanno parte della coppia alfa

Attualmente si contano in Veneto 16 branchi*.

Lupo, chi è costui? 

I lupi vivono in gruppi organizzati in maniera gerarchica formati da una coppia dominante detta alfa, che è l’unica a riprodursi (una volta l’anno). Oltre alla coppia alfa sono in genere presenti i figli più giovani, che restano “in famiglia” per un certo periodo. Occasionalmente vengono accolti lupi provenienti da altri branchi. 

Il branco 

Si può parlare di branco in presenza di due lupi che si riproducono e hanno un proprio territorio stabile, dunque non dobbiamo pensare a una moltitudine di animali, di solito sono 4 o 5, diventano di più alla nascita dei cuccioli e poi tornano a diminuire sia a causa dell’elevata mortalità, sia per l’allontanamento dei giovani adulti che per un certo periodo vivono solitari e senza territorio, percorrendo moltissima strada e attraversando zone che non conoscono. Per loro è un momento molto pericoloso, che spesso si conclude con la morte. 

Dunque il numero dei lupi del branco tende a restare stabile, quello che si verifica è l’aumentare dei branchi che via via vengono fondati in nuove zone.

Le prede preferite sono gli ungulati selvatici e si è osservato che anche dove è diffuso l’allevamento all’aperto, e dunque ci sono animali domestici facilmente accessibili, questi costituiscono solo una piccola parte della dieta dei lupi: la stragrande maggioranza delle prede è selvatica. 

Un cattivo elemento? 

Quando i lupi rimasti erano pochissimi si è ragionato a freddo sul loro comportamento, sulle straordinarie dinamiche di gruppo, sulla loro relazione con l’ecosistema. Il lupo non è più rappresentato come malvagio divoratore di uomini (visione di origine medievale) ma come un predatore che segue, semplicemente, la propria natura.

Fontana Lova. Biadene

Dunque è stato riabilitato agli occhi dell’opinione pubblica?

Purtroppo non è così. La sua espansione e la necessità di confrontarsi nuovamente con questa specie ha riportato a galla conflitti difficili da gestire e di ostacolo alla protezione dell’ animale, tanto che il bracconaggio resta una delle principali cause di morte.  

Le problematiche e i contrasti riguardano soprattutto aree dove l’allevamento di bestiame all’aperto è un settore economico importante ed è comprensibile che allevatori e pastori che devono adottare sistemi di difesa e affrontare problemi a cui non erano più abituati abbiano col lupo un rapporto difficile, ma lo è per ragioni comprensibili, legate ad un quotidiano che può diventare complesso. 

Più arduo da capire è il riaffiorare in parte della popolazione di paure e credenze che si speravano ormai superate. Il lupo è un predatore che caccia animali malati, feriti o deboli, facendo così opera di selezione e aiutando a contenere specie quali il cinghiale e il cervo, una specie elusiva che cerca di evitare il contatto con l’uomo, che merita tutte le tutele di cui gode, il cui ritorno è  segnale del ricostituirsi dell’equilibrio ambientale.

Lupi sul Montello? 

Il colle è troppo piccolo per costruire da solo il territorio di un branco**, ma può diventarne una parte ed è ricco di possibili nascondigli e prede. Esemplari di passaggio o che fanno deviazioni dal corridoio ecologico del Piave potrebbero capitare anche qui. 

Per quanto riguarda il suo impatto c’è da dire che il Montello non è zona vocata all’allevamento allo stato brado, dunque gli aspetti economici dovrebbero essere secondari.

Sebbene ci siano greggi di passaggio, sul Montello la pastorizia non è molto praticata

Però non mancano capre, asini, cavalli tenuti per diletto, come attrattiva per i visitatori degli agriturismi, come cibo, animali che vivono in recinti non a prova di lupo; questi possono diventare prede appetibili. 

L’effetto sui mezzi di comunicazione che una predazione avrebbe è facile da intuire, visto che un animale domestico ucciso da un lupo fa più notizia di un branco di cinghiali in una vigna. Articoli allarmistici e titoli sensazionalistici potranno far vendere qualche copia in più ma non aiutano né i lupi né i cittadini. La nostra specie è destinata a reimparare a convivere con le altre, ed è più facile trovare un equilibrio se le informazioni sono gestite in maniera corretta. 

Se guardiamo ad altre aree notiamo che le predazioni su domestici si hanno soprattutto all’inizio, magari in presenza di uno o due lupi e tendono a diminuire in seguito, anche se il branco si fa più numeroso. L’aumento dei lupi non corrisponde dunque ad un aumento delle predazioni, perché gli allevatori imparano ad usare gli strumenti di difesa, che sono molti e più efficaci di quelli che avevano a disposizione i nostri antenati. 

Riparare gli animali di notte, l’uso di recinti elettrificati, le bandierine che fungono da dissuasori, i cani da guardia, sono metodi utili per evitare problemi, così come i risarcimenti economici servono a contenere i conflitti. Nessuna di queste cose può sostituire la preparazione delle persone e la volontà di trovare un modo di convivere con i lupi, consapevoli che ogni specie ha un insindacabile diritto di esistere.

Il capitel dei lovi a Santa Mama

*Alcuni di questi sono transregionali

**Il territorio di un branco è in media tra 100 e 200 kmq 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: