IL ROSPO COMUNE

Oggi ci dedicheremo al rospo comune, Bufo bufo (VU), scopriremo le sue abitudini, il ruolo che riveste negli ecosistemi e i pericoli che lo minacciano.

Il rospo è un anfibio. Gli anfibi nascono in acqua e inizialmente per respirare hanno branchie come i pesci. Quando crescono subiscono una metamorfosi: le branchie vengono riassorbite, iniziano a respirare attraverso i polmoni e la pelle, lasciano gli stagni per iniziare una vita terrestre. Gli anfibi sono gli unici vertebrati a metamorfosare. Degli animali straordinari!

Il rospo adulto è un abitante di boschi e prati, che d’inverno si nasconde nel terreno e va in letargo. All’inizio della primavera, migliaia di rospi si risvegliano e iniziano a marciare piano piano, ma con straordinaria determinazione, verso i siti riproduttivi.

Spesso durante il tragitto si formano delle coppie: la femmina viene intercettata da un maschio, simile nell’aspetto ma più piccolo, che le sale sulla schiena e l’abbraccia strettamente. Così si fa anche dare un passaggio!

Negli stagni, dove avviene la riproduzione, si possono vedere centinaia di rospi circondati dalle ovature,  filamenti gelatinosi contenenti migliaia di uova nere allineate, simili a perline. 

Passata questa fase cruciale i rospi adulti lasciano gli stagni e conducono una vita solitaria, e molto lunga (un rospo può vivere oltre 15 anni). Nell’acqua intanto nascono i girini, in alcuni mesi spuntano loro le zampe e scompare la coda, si trasformano in rospetti. Talvolta approfittano di un forte temporale estivo per abbandonare l’acqua in massa, piccolissimi e temerari. Se avranno fortuna sopravvivranno e dopo alcuni anni potranno riprodursi anche loro, spesso proprio nello stagno dove sono nati.

I girini sono preda di altri anfibi, bisce d’acqua, larve di libellula e ditischi, pesci e alcuni uccelli. Sono fondamentali per l’equilibrio ecologico dello stagno, così come gli adulti lo sono nel bosco, dove regolano la popolazione di invertebrati.

Non lasciatevi ingannare dal nome, purtroppo ormai questa specie non è affatto comune. A livello mondiale è considerata quasi minacciata (NT) ed è in costante diminuzione. In Italia, soprattutto per la situazione disastrosa in cui versa nel nord, che negli ultimi anni ha visto la popolazione di rospi diminuire moltissimo, la specie è stata inserita nella Lista Rossa nazionale come specie vulnerabile (VU).

Le cause di questa diminuzione sono da cercare nella scomparsa dei moltissimi punti d’acqua che un tempo erano parte del territorio, nell’introduzione di specie esotiche come pesci rossi, carpe, tartarughe d’acqua. Il rospo, nutrendosi di insetti, è vittima di avvelenamenti secondari da pesticidiSoprattutto durante le migrazioni moltissimi animali muoiono sulle strade.

Sul Montello le minacce sono le stesse, ma qui una migliore conservazione dell’ambiente e vari punti d’acqua ancora non interrati hanno aiutato la popolazione di rospi a mantenersi in buono stato. Inoltre da più di dieci anni qui opera l’associazione SOS Anfibi (https://www.facebook.com/sosanfibi/). Grazie ai suoi infaticabili volontari centinaia di migliaia di rospi (e molti altri anfibi), hanno potuto raggiungere i siti riproduttivi in sicurezza. 

Il Montello è un’area fondamentale per la conservazione di animali così fragili, a livello non solo locale, ma nazionale. Nonostante questo purtroppo non sono stati avviati progetti per l’installazione delle barriere fisse e dei tunnel sottostradali. Alcune amministrazioni comunali si stanno rivelando più responsabili e coinvolte rispetto al problema, ma la maggior parte del lavoro di conservazione è ancora a carico dei volontari.

Una risposta a "IL ROSPO COMUNE"

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  1. Io vado nel fiume vicino a casa dove abito, e prendo qualche girino e poi li allevo ( si fa per dire) nel giardino di casa sotto un albero in un vaso di vetro trasparente con dentro sabbia e piante di fiume, dove cambio acqua ogni due giorni. Quando diventano grandi escono……e vivono, spero felici nel giardino.

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